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Wi Fi, Bassano supera New York

Di Redazione VicenzaPiù | Domenica 25 Dicembre 2011 alle 19:07 | 0 commenti

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Di Nicola Canilli da VicenzaPiù n. 225 e BassanoPiù n. 6

Ora bisogna svilupparne un uso all'avanguardia e diffuso a tutte le età

Come sempre Bassano caput mundi. Da studi americano-argentini basterebbe un portatile wi-fi appoggiato sulle gambe per quattro ore per danneggiare la motilità di un quarto degli spermatozoi, ma nel frattempo a Bassano si dice che abbiamo superato New York per capillarità di copertura di rete Free Wi-Fi.

Chi difende gli Hotspot cita valori medi in output di 100 mW di potenza contro i 2 Watt di un telefonino; chi li attacca porta a riferimento casi di scuole in cui si è provveduto a smantellare la rete wireless per possibili pericoli nei giovani in piena età di sviluppo, con struttura ossea e nervosa fisicamente immatura, in particolare le ossa del cranio. Studi a lungo termine non ce ne sono, intanto 50 D-spot sono già funzionanti e si arriverà a coprire un bacino di 150.000 utenti all'anno. Regalo o pericolo, questo strumento va adoperato in maniera intelligente. Renzo Rosso, da decenni tra i primi a fiutare l'importanza di ogni aspetto di media e comunicazioni, probabilmente è a conoscenza di ipotetici scenari futuri a riguardo, ma ancor più forse ha intuitivamente anticipato quanto avrà da venire, unendo visibilità mecenatistica ad interesse collettivo. Spot per giovani? Anche per vecchi. Se siamo un Paese anagraficamente anziano, se il professor Monti le maggiori critiche le sta ricevendo riguardo al sistema pensionistico, non si può allora ragionare senza prendere in considerazione quella terza età che nei Paesi dove Internet è più diffuso presenta dati di utilizzo da parte degli over 65 identici ai ragazzi di fascia 18-29 anni. Non è ancora la nostra situazione, ma stiamo evolvendo molto velocemente. Se i media sono lo spazio per inserzioni pubblicitarie, Internet sta soppiantando la posizione da leader indiscussa della TV negli ultimi decenni, surclassandola e vincolandoci sul piano della necessità di tale mezzo. Gli anziani ne stanno scoprendo le qualità sul piano della comunicazione, qualcosa di analogo a quanto avviene nei giovani. Le aziende stanno integrando invece questo strumento nei processi costruttivi e nei prodotti finiti, nuova funzionalità essenziale oramai in tutto. Ma le amministrazioni come ragionano a riguardo? Non si sta parlando del regolare tale strumento per agevolarne la fruizione collettiva, ma di come gli enti pubblici possano e debbano sfruttare questa nuova opportunità. Nell'attuale periodo di vacche magre, se veramente a Bassano abbiamo tra le mani una fortuna che nemmeno New York possiede, allora ci sarebbero da studiare tutte le metodologie utili e porle in essere. Il piano del sindaco Cimatti a riguardo della cittadella dei servizi da realizzare nell'area del vecchio Ospedale è la pianificazione del futuro, ma una adeguata struttura di servizi comunali online è l'identica risposta che può essere fornita al cittadino ragionando nel presente. L'attuale situazione di necessità, accompagnata dalla neo opportunità, chiede di sviluppare sul piano pratico tale concetto e di andare oltre quell'impasse che per esempio ci mostra il sito del Museo eternamente in costruzione. Bisogna sapersi vendere sul mercato locale e nazionale, specie quando i conti sono in passivo. L'amministrazione di una città ha questo doppio compito, sia nella gestione e valorizzazione dei beni storico-paesaggistici, ma anche nel fungere da traino all'economia delle botteghe cittadine, a partire dal centro e senza tralasciare le specificità di ogni frazione. Come Rosso ha fiutato la strada, chi ci governa dovrebbe seguirlo a ruota e fare da capofila nel campo, non solo ai comuni limitrofi. Inoltre implementando i contenuti all'interno del sito comunale, si agevolerebbero cittadini ed imprese nel rapido reperimento di documentazioni varie, per esempio dalla completezza di piante ed allegati in tema di urbanistica ad altrettanto in tema di giustizia. Se riguardo alla questione Tribunale, nell'ipotetico scenario di chiusura, si paventano ai cittadini lunghe trasferte fino a Vicenza, nel momento in cui non si è mai proceduto ad un serio collegamento ferroviario e/o su asfalto tra i due centri, ma non essendoci nemmeno in alcuni casi le necessità di tali spostamenti, converrebbe piuttosto puntare sul servizio online, più semplice, rapido ed economico. Questo esempio lo potremmo applicare in qualsiasi ambito, dal sociale al sanitario. La sinergia invece con enti universitari potrebbe passare per la valorizzazione e il servizio di studio e catalogazione online di documenti quali, per esempio, quelli depositati presso il nostro Archivio di Stato. Tutto un processo di diffusione in rete di un patrimonio che non sappiamo nemmeno di possedere. Ancor più se andiamo verso la chiusura di succursali ed uffici, l'efficienza ed il risparmio passano obbligatoriamente per la strada informatica. Come pure trasparenza e partecipazione: sarebbe facilitata la gestione dell'Urban Center se per esempio si passasse per una condivisione online dei vari progetti di sviluppo urbano. Le fasi del concorso per la nuova scuola Bellavitis si sarebbero potute gestire in maniera diversa. Anche l'iter per la rotonda al General Giardino avrebbe potuto veder interpellati maggiormente i cittadini, su più scenari possibili, innescando catene di discussioni e suggerimenti riguardo alle scelte progettuali. L'amministrazione certo poi, come ricorda il Sindaco, ha l'onere e l'onore della scelta, ma Bassano ha aderito agli Aalborg Commitments, ed è quindi doveroso ricordare che al punto 1 "Governance - ci impegniamo a rafforzare i nostri processi decisionali tramite una migliore democrazia partecipatoria" si parla di "incrementare la partecipazione", "invitare tutti i settori della società locale a partecipare attivamente ai processi decisionali" e "rendere le nostre decisioni chiare, motivate e trasparenti". Una strofa indimenticabile diceva "libertà è partecipazione", ora che il WiFi è libero aspettiamo di poter partecipare.

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