E, invece, Veltroni non dorme mai
Martedi 21 Febbraio alle 12:38 | 0 commenti
Giorgio Langella, Segretario Provinciale PdCI FdS Vicenza - Siamo alle solite, Walter Veltroni esce con qualcuna delle sue. Prima di tutto vuole "mettere a frutto il riformismo di Monti". Adesso, definire "riformista" il governo Monti sembra alquanto azzardato. Oppure Veltroni ritiene che le riforme siano far pagare di più ai pensionati e togliere i diritti ai lavoratori? Il sospetto non è poi infondato. Veltroni, infatti, si dichiara d'accordo con Monti sulla "necessità" di rivedere il mercato del lavoro (orribile definizione che ci spiega come certi personaggi che hanno sempre lavorato molto poco o mai considerino il lavoro - degli altri - come una merce).
In pratica il Walter "democratico" ci spiega che non ci devono essere più tabù sull'articolo 18. E i tabù non sono quelli ideologici di confindustria, ma quelli legati al diritto costituzionale al lavoro e ai diritti di ognuno di non essere discriminato. Licenziare per assumere i giovani che oggi non lavorano? E come? La cancellazione dell'articolo 18 toglierà forza ai lavoratori che potranno essere licenziati individualmente secondo vantaggio e capriccio del padrone. Senza giusta causa. Mica male per un personaggio che si definisce "democratico". Walter Veltroni aveva promesso di andare in Africa e lasciare la politica. Non l'ha fatto e, questo, è un vero disastro per noi (per l'Africa, forse, è un grande guadagno). Puntualmente torna a dare appoggio a chi fa gli interessi della classe dominante (padroni, banchieri, monopolisti di ogni risma). Lo fa per senso di servilismo, per proprio tormaconto o perché è in perfetta malafede?
Si accettano risposte.